Sachsenring – Germania

Le Mans

Il circuito del Sachsenring è ubicato a circa dieci chilometri dalla cittadina tedesca Chemnitz. Nei primi del novecento, nelle strade intorno a tale cittadina si sono tenute varie corse automobilistiche e motociclistiche e nel 1996 il crescente desiderio di migliorare le condizioni di sicurezza delle competizioni, spinse alla costruzione del tracciato del Sachsenring.

Dall’originario tracciato sono state effettuate varie modifiche e nel 2001 c’è stato un radicale cambiamento del disegno della pista, con la costruzione di box permanenti e la realizzazione del ripidissimo rettilineo in discesa che porta alla Sachsenkurve.

Con i suoi 3671 metri è il tracciato più corto tra quelli dove si disputa il motomondiale. Viene percorso in senso antiorario e presenta in totale 13 curve, di cui 10 a sinistra e 3 a destra, con un rettilineo di 700 metri. La prima gara del motomondiale si è svolta nel 1998.

E’ uno dei tracciati più lenti del campionato e pur non essendo caratterizzato da grandi staccate, l’impianto frenante raggiunge temperature piuttosto elevate, a causa della mancanza di tratti rettilinei, nei quali si realizza il raffreddamento dell’impianto stesso.

 

Un giro di pista

Il rettilineo del traguardo costruito su un dosso piuttosto importante, ha una lunghezza di circa 700 metri e ci porta alla curva 1, la curva Coca-Cola, una 180° molto stretta con l’ingresso in salita. Qui viene effettuata una staccata piuttosto impegnativa, infatti da 285 km/h i piloti decelerano di circa 200 km/h in 249 metri. In uscita dalla curva 1, in salita si effettua il cambio di direzione che porta ala curva 2, una sinistra non molto stretta, in uscita delle quale si ha l’inizio del secondo settore della pista.

In uscita dalla curva 2 modulando il gas, si effettua un rapido cambio di direzione, che ci permette di affrontare la curva 3, una destra da percorrere a velocità costante e piuttosto bassa, che ha il layout che ricorda la lettera maiuscola greca Omega. In uscita dall’interminabile curva 3, in salita si affronta il cambio di direzione, che ci porta a tre curve a sinistra: curva 4, curva 5 e curva 6. Queste curve vanno opportunamente raccordate, quasi come se fosse un’unica svolta a raggio costante, con una velocità di percorrenza leggermente maggiore di quella necessaria ad affrontare la curva 3.

La curva 6, la Sternquell è in discesa e conduce a un breve tratto rettilineo che le moto affrontano comunque in piega, per preparare la vicina curva 7, una sinistra a raggio piuttosto ampio sempre in discesa, alla fine della quale ha inizio il terzo settore della pista.
Segue un altro breve tratto rettilineo da affrontare ancora in piega ed in accelerazione, che ci conduce ad un’altra curva a sinistra, la curva 8. In uscita dalla 8 si accelera per pochi secondi e poi parzializzando il gas si affronta la curva 9, una sinistra in appoggio che ci conduce alla piccola staccata, con la quale si affronta l’ingresso della 10, l’ultima sinistra di una sequenza di sette curve a sinistra.

In uscita un rapido cambio di direzione ci conduce alla curva più impegnativa del tracciato, la Waterfall curva 11 che è molto veloce ed ha un ingresso cieco. Le moto sono state per molto tempo piegate a sinistra, per cui la parte destra della gomma è piuttosto fredda e rapidamente deve ritrovare la temperatura che garantisce il giusto grip.

In uscita dalla curva 11, intitolata al compianto Campione tedesco Ralph Waldmann, abbiamo un rettilineo in cui si realizza uno sbalzo altimetrico del 13%. Alla fine di questo tratto si affronta la curva 12 la Sachsenkurve, una sinistra dove avviene la staccata più impegnativa del tracciato.

Un altro tratto rettilineo dalla curva 12 ci conduce all’ultima curva del tracciato, la 13 detta anche Queckenberg Kurve, che si trova in salita con una pendenza di circa il 10%.